Pianoforte o tastiera per bambini? È una delle domande più frequenti dei genitori quando un bambino manifesta interesse per la musica e arriva il momento di scegliere il primo strumento.
A prima vista pianoforte e tastiera possono sembrare molto simili: entrambi hanno tasti bianchi e neri e la disposizione delle note è la stessa. Dal punto di vista didattico, però, possono offrire esperienze differenti.
Alla Daigo Music School riteniamo che la scelta debba partire soprattutto da un principio: lo strumento deve essere adeguato all’età e alle caratteristiche del bambino e permettergli di avvicinarsi alla musica con naturalezza, curiosità e soddisfazione.
Per questo, soprattutto intorno ai 6 anni, iniziare dalla tastiera può rappresentare in molti casi una scelta molto efficace.
A che età un bambino può iniziare a suonare?
Non esiste un’età identica per tutti.
Ogni bambino sviluppa in tempi differenti coordinazione, capacità di attenzione, motricità fine e forza delle mani.
Intorno ai 6 anni, con l’inizio della scuola primaria, il bambino viene progressivamente accompagnato verso forme di apprendimento più strutturate e può essere un buon momento per iniziare anche lo studio di uno strumento.
Questo non significa, però, che a 6 anni tutti i bambini debbano affrontare lo stesso percorso.
Prima di iniziare è utile valutare sviluppo motorio, capacità di attenzione, interesse e caratteristiche individuali.
Perché iniziare con la tastiera a 6 anni?
Nei bambini più piccoli le mani e la muscolatura sono ancora in fase di sviluppo.
Per questo alla Daigo Music School, soprattutto intorno ai 6 anni, possiamo consigliare di iniziare dalla tastiera.
I tasti generalmente più leggeri permettono al bambino di concentrarsi inizialmente su elementi fondamentali come:
riconoscimento delle note;
ritmo;
coordinazione;
ascolto;
prime melodie;
orientamento sulla tastiera.
L’obiettivo, in questa fase, non è rendere lo studio più semplice a tutti i costi, ma ridurre le difficoltà tecniche non ancora necessarie, permettendo al bambino di utilizzare le capacità che possiede in quel momento per iniziare subito a fare musica.
Questo è un aspetto importante.
Se nelle prime esperienze tutte le energie vengono assorbite dalla difficoltà fisica dello strumento, il bambino può perdere parte del piacere della scoperta.
Se invece riesce progressivamente a produrre una melodia, riconoscere ciò che sta suonando e ottenere piccoli risultati, aumenta la soddisfazione e con essa anche la motivazione.
La tastiera aiuta a sviluppare l’orecchio musicale?
La tastiera presenta una caratteristica particolarmente interessante per un bambino che si avvicina alla musica: premendo un tasto otteniamo immediatamente un’altezza sonora definita e stabile.
Questo permette di associare progressivamente ciò che il bambino vede e suona a ciò che ascolta.
Il lavoro può quindi contribuire allo sviluppo dell’orecchio musicale e della capacità di riconoscere le altezze dei suoni, soprattutto quando viene accompagnato da esercizi di ascolto, imitazione e canto.
La tastiera può diventare così non soltanto uno strumento da suonare, ma anche uno strumento attraverso il quale imparare ad ascoltare la musica.
Una tastiera può far conoscere tanti strumenti diversi
Le tastiere elettroniche offrono inoltre una possibilità molto interessante per i bambini: sperimentare timbri differenti.
Pianoforte, archi, organo, fiati, percussioni e molti altri suoni possono diventare un’occasione per scoprire che gli strumenti musicali hanno caratteristiche e colori diversi.
Non significa sostituire l’esperienza degli strumenti reali.
Significa piuttosto stimolare curiosità e ascolto.
Un bambino potrebbe iniziare dalla tastiera e, proprio attraverso l’esplorazione dei diversi timbri, scoprire nel tempo di essere particolarmente attratto da un altro strumento.
Anche questo fa parte dell’educazione musicale: prima di scegliere definitivamente, bisogna avere la possibilità di conoscere, ascoltare e sperimentare.
Imparare una canzone può diventare più divertente
Un’altra possibilità offerta da molte tastiere è utilizzare semplici accompagnamenti.
Il bambino può, per esempio, imparare inizialmente una melodia con una mano e ascoltarla insieme a una base ritmica o armonica.
In questo modo anche un esercizio molto semplice può assumere rapidamente la forma di una vera esperienza musicale.
Ed è importante perché, soprattutto nei primi anni, il bambino dovrebbe percepire che ciò che sta imparando ha uno scopo:
fare musica.
Tecnica e apprendimento sono fondamentali, ma devono essere inseriti in un percorso capace di mantenere viva curiosità, gratificazione e voglia di continuare.
Quando passare dalla tastiera al pianoforte?
La tastiera non deve necessariamente essere considerata un’alternativa definitiva al pianoforte.
Può rappresentare una prima fase del percorso.
Indicativamente, intorno agli 8 anni, quando mani e coordinazione sono maggiormente sviluppate, può essere valutato il passaggio al pianoforte e a un lavoro tecnico progressivamente più specifico.
Il pianoforte richiede infatti un rapporto diverso con il tasto: il controllo del tocco e della dinamica diventa parte fondamentale della produzione del suono.
Lo studio permette inoltre di sviluppare progressivamente indipendenza delle mani, coordinazione, ritmo, lettura e sensibilità musicale.
L’età rimane comunque indicativa.
Alcuni bambini possono essere pronti prima, altri possono avere beneficio dal proseguire più a lungo con la tastiera.
Per questo la valutazione dell’insegnante è importante.
Quindi è meglio pianoforte o tastiera per un bambino?
La risposta è: dipende dal bambino e dal momento del suo percorso.
Non dovremmo chiederci soltanto quale sia lo strumento migliore in assoluto, ma:
“Quale strumento permette a questo bambino di imparare meglio in questo momento?”
Per un bambino di circa 6 anni, la tastiera può essere una scelta particolarmente adatta perché permette di iniziare a sviluppare musicalità, ritmo, coordinazione e orecchio riducendo alcune difficoltà fisiche iniziali.
Successivamente il pianoforte può rappresentare una naturale evoluzione del percorso, quando il bambino possiede una maggiore maturità motoria e può iniziare ad approfondire anche gli aspetti tecnici ed espressivi propri dello strumento.
L’importante è evitare di trasformare l’età in una regola rigida.
Ogni bambino ha i propri tempi.
Prima dello strumento viene sempre la musica
C’è però un aspetto ancora più importante della scelta tra pianoforte e tastiera.
Prima di chiedere a un bambino di diventare un piccolo pianista, dovremmo aiutarlo a diventare musicale.
Ascoltare.
Cantare.
Riconoscere un ritmo.
Imitare un suono.
Muoversi con la musica.
Distinguere una melodia.
Suonare insieme agli altri.
Sono tutte esperienze che contribuiscono alla costruzione della musicalità e che possono accompagnare lo studio dello strumento.
Per questo nei bambini più piccoli il percorso musicale non dovrebbe essere concentrato esclusivamente sulla tecnica, ma dovrebbe mantenere una dimensione percettiva, creativa e divertente.
Corsi di pianoforte e tastiera per bambini a Padova
Alla Daigo Music School di Limena (Padova) accompagniamo ogni bambino nella scelta del percorso musicale più adatto alla sua età, alle sue caratteristiche e al suo livello di sviluppo.
Prima di iniziare è possibile conoscere l’insegnante e valutare insieme alla famiglia se sia preferibile partire dalla tastiera o dal pianoforte, evitando di applicare lo stesso programma indistintamente a tutti.
L’obiettivo non è semplicemente insegnare al bambino a premere i tasti giusti.
È aiutarlo a sviluppare orecchio, ritmo, coordinazione, autonomia e soprattutto il piacere di fare musica.
Pianoforte o tastiera? Scopriamo insieme quale percorso scegliere
Se tuo figlio è interessato alla musica ma non sai quale sia il momento o lo strumento migliore per iniziare, puoi prenotare una prova gratuita alla Daigo Music School.
Conosceremo il bambino, ascolteremo le vostre esigenze e potremo consigliarvi il percorso più adatto.
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